Associazione per la ricerca storica nella Tuscia meridionale

Dov'è Galeria

Vai alla galleria fotografica

Ingrandisci il video

Il nostro libro su Galeria

Escursioni a Galeria

24 marzo 2013

News

Il corto su Galeria dei ragazzi del Biagi, 1o aprile 2016.

Il Biagi adotta … Galeria. Due anni di attività, 25 marzo 2016.

La scuola media "Enzo Biagi" di Osteria Nuova adotta Galeria antica, 7 marzo 2015.

Bibliografia

Conti 1980: Simonetta Conti, Le sedi umane abbandonate nel Patrimonio di S. Pietro, Firenze: Olschki, 1980.

Eschinardi 1750: Francesco Eschinardi, Descrizione di Roma e dell’Agro Romano, Roma: 1750, ristampa anastatica dell'edizione orginale di Arnaldo Forni editore, 1973.

Gnoli 1870: Domenico Gnoli, Vittoria Accoramboni, Firenze: Le Monnier, 1870.

Gregorovius 1872-1876: Ferdinando Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medio Evo, Venezia, Giuseppe Antonelli Editore, 1872-1876.

Gregorovius 1906: Ferdinando Gregorovius, Passeggiate per l'Italia, 5 volumi, Roma: Carboni, 1906.

Levi 1978: Annalina e Mario Levi, La “Tabula Peutingeriana”, Bologna: Edizioni Edison, 1978. All'opera è allegata una copia in scala 1:1 della Tabula.

Orsini 1805: Baldassarre Orsini, Comentario degli acquedotti della città di Roma, Perugia: Baduel, 1805.

Piazza 1703: Carlo Bartolomeo Piazza, La gerarchia cardinalizia, II edizione riveduta e corretta dall'autore, Roma: Stamperia del Bernabò 1703. Reperibile in Google libri.

Rampoldi 1831-1833: Giovanni Battista Rampoldi, Corografia dell'Italia, 3 volumi, Milano: Antonio Fontana, 1831-1833.

Silvestrelli 1940: Giulio Silvestrelli, Città, castelli e terre della regione romana, II edizione riveduta e corretta dall'autore, Roma: Bonsignore 1993, ristampa dell'edizione di Roma del 1940.

Spreti 1928-1936: Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano: Edizioni Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana, 1928-1936.

Staccioli 1983: Romolo Staccioli, La via Clodia, Roma: Newton Compton, 1983. [verificare]

Tito Livio 2007: Tito Livio, Storia di Roma, Milano: Mondadori, 2007.

Tomassetti 1897: Giuseppe Tomassetti, Del sale e focatico del Comune di Roma nel Medioevo, in «Archivio della Società romana di storia patria», vol. XX, 1897.

Tomassetti 1910-1926: Giuseppe Tomassetti, La campagna romana antica, medievale e moderna, Bologna: Arnaldo Forni editore, ristampa dell'edizione di Roma 1910-1926.

Turano 1991: Antonino Turano, Galeria dei Manciforte. Storia dell'estinzione di una città, Roma: Tecnoprint, 1991.

Zuccagni 1833-1845: Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, 12 volumi, Firenze: tipografia e calcografia all'Insegna di Clio, 1833-1845.

Links

Nel sito web di Romanatura la pagina dedicata al Monumento Naturale di Galeria Antica.

Galeria Antica, Wikipedia.

Galeria (Roma)

di Valerio Contrafatto

Premessa

La vasta regione geografica che si estende immediatamente a nord di Roma, fin dagli albori del Medio Evo “patrimonium” della Chiesa, conserva a tutt’oggi le vestigia di vetuste civiltà, alcune sopravvissute agli eventi della storia, altre sepolte inesorabilmente a causa di guerre, epidemie o catastrofi naturali.

All’interno di questa importante area sopravvivono, oltre a centri depositari di un trascorso storico glorioso, anche frammenti di città che ancora conservano il fascino discreto e dignitoso di importanti luoghi che, a causa degli eventi imponderabili della storia, hanno subìto diversa sorte. Fra questi ultimi annoveriamo Galeria verso cui poniamo l’interesse storico-archeologico rivolto a far riemergere dagli abissi del passato

Questo sito, oggi avvolto da una folta selva, è posto su un piano di tufo vulcanico a forma rettangolare al di sotto del quale si staglia la valle dell’Arrone, fiume emissario del lago di Bracciano, che vi scorre nelle immediate adiacenze, posto non lontano dalla strada provinciale situata tra la via Aurelia e la via Braccianese Claudia, in provincia di Roma.

Allo stato attuale il borgo si presenta in maniera oltremodo desolante: piante centenarie avvolgono ormai quanto resta delle mura del castello nonché delle pareti di abitazioni e luoghi di culto, da tempi secolari spoglie di qualsiasi ornamento architettonico.

Da segnalare, purtroppo, il vandalismo di alcuni visitatori. Cartacce, lattine di birra, lumini per sedute spiritiche, miriadi di pallini della guerra finta, scritte a caratteri cubitali sui muri antichi, a testimonianza solo di inciviltà e di mancanza di rispetto per la storia del luogo.

Cenni storici

Le origini di Galeria, alla stregua di altre località poste nella campagna viciniore, sono incerte. Il rinvenimento di tombe etrusche, di tratti di vie cave nonché di un’iscrizione riferita al casato etrusco dei Tarconte in quel luogo, farebbe propendere per un iniziale sviluppo della civiltà Tirrenica che dovette dare inizialmente vita alla città di Careia. 1

Lo stesso Tito Livio cita questo luogo come sede di una non meglio identificata “tribù Galeria”, forse uno dei sedici gruppi etnici creati da Servio Tullio in occasione della riforma dell’agro romano, nelle cui vicinanze era dislocata una mansio, posta forse sull’antica via Clodia.2

Sempre nelle vicinanze si ritiene che fossero presenti i resti dell’acquedotto Alsietino, che attingeva l'acqua dall'attuale lago di Martignano.

Dell’ Arrone, che scivola lentamente a ridosso delle mura della città antica, scarne sono le notizie. In prossimità dell’antico ponte che lo scavalca sono tuttora visibili i resti di un’antica mola.

Sulla scorta di quanto narrato nel Liber Pontificalis,3 nella metà dell’VIII secolo d.C. su disposizione di papa Adriano I fu istituita una delle prime domuscultae della Campagna Romana a Galeria con il preciso intento di ripopolare una zona colpita dalle incursioni dei barbari nel periodo successivo alla caduta dell’impero romano d’Occidente.4

Il più antico documento riguardante Galeria è un rogito del 18 aprile 1003 emesso nel primo anno del pontificato di papa Giovanni XVIII con il quale il prete di Santo Stefano Maggiore, tale Giovanni, donava ai quattro monasteri situati presso la basilica vaticana quattro piccole porzioni di vigna che si trovavano nel territorio di Selva Candida in Galeria, in località Marcapollo.

Nel 1028 risultava proprietario di questo borgo il comes Giovanni Tocco, nobile di origine abruzzese. Successivamente al Tocco, la biografia storica attribuisce il possesso di questo abitato medioevale, al conte Gerardo, figura di spicco appartenente ad un casato di probabile origine tedesca.5

Con bolla del 1081 di papa Gregorio VII, la città fu ceduta all’Abbazia di San Paolo, però, nel 1126, a seguito di una disputa con la chiesa di S.Maria Nova circa il possesso della Massa Careia, il successivo papa Onorio II ne concesse la proprietà a quest’ultima.

L’ultimo personaggio di questo casato del quale si hanno notizie è Riccardo il quale fece atto di sottomissione a papa Gregorio IX nel 1233 dopo aver conquistato con Rainone di Tolfa il castello del Sasso.

Dagli Orsini ai Manciforte

Il borgo nel 1256 risulta suddiviso per tre quarti nel dominio del Monastero di San Saba, e per un quarto nella disponibilità di Matteo Orsini, senatore di Roma nel 1241.

Coinvolto nel 1321, in una contesa contro gli Orvietani, il paese fu assediato e saccheggiato dai soldati di quella città i quali, secondo fonti storiche, asportarono, forse da una chiesa, marmi di un certo pregio, che successivamente furono utilizzati nell’edificazione del duomo di Orvieto.6

Il castello di Galeria, nel 1393, fu concesso a vita, con bolla datata 9 settembre di papa Bonifacio IX, a Giovanni e Poncello, figli di Francesco Orsini.

Galeria è ricordata per aver inviato nell’anno 1434 venti soldati a Bracciano in ausilio alle forze locali che in quel periodo erano impegnate a contrastare a Roma sotto le insegne di papa Eugenio IV, le truppe di Niccolò Fortebraccio (1389-1435), condottiero di fede ghibellina al servizio della Repubblica di Firenze.

Nel 1457 subì l’assedio del conte Everso di Anguillara, mentre alcuni anni dopo, nel 1485, il borgo ebbe ad essere soggetto a saccheggio ed occupazione da parte dei Colonna e dei Caetani.

Con l’elevazione di Bracciano a ducato, per volere del pontefice Pio IV, nel 1570, Galeria perse la propria fisionomia feudale per essere annessa, unitamente ad altri castelli degli Orsini, nella nuova realtà politico-amministrativa.

Negli anni a seguire il nobile casato attraversò un periodo di crisi economica. Per far fronte alla minaccia di un potenziale disfacimento finanziario fu decisa l’alienazione di alcuni beni immobili di proprietà. Già nel 1693 i fratelli Flavio e Lelio Orsini avevano ceduto il castello di Palo per 120.000 scudi a Livio I Odescalchi , il quale, successivamente nel 1710, acquisì, per il tramite di un certo Palazzeschi, la proprietà di Galeria.

Alla sua morte, non avendo lasciato eredi diretti, gli successe Baldassarre, ultimogenito del cugino Antonio Maria Erba, il quale, per condizione testamentaria del principe Livio I, assunse il cognome del casato Odescalchi.Questi, tre anni dopo, cedette Galeria, era il 14 settembre 1715, al marchese di origine marchigiana Giovanni Manciforte (o Mancinforte).7

Il domini di Galeria passò nel 1777 a Giovanni Ottavio Manciforte Sperelli, quindi al fratello Pietro e successivamente ad Alessandro del Gallo, marchese di Roccagiovane.8

Realtà economica-demografica

Dalla fine dell’anno 1000 Galeria è elevata a contea mentre nel 1026 è denominata “amplius et magnus populus Galeranus”.9

La consistenza demografica di Galeria si formalizza in maniera abbastanza attendibile nel XIV secolo. I primi dati relativi a tale periodo attribuiscono a Galeria una tassazione pari a 30 rubbie di sale annue equivalenti ad una presenza di circa 300 persone, cifra confermata anche nel 1416.

Dal 1636 al 1660 la popolazione subisce una riduzione da 300 a 170 unità, assestandosi poi, nel 1667, a 130 persone.

I papi Clemente VIII e Innocenzo XIII, preso atto degli eventi storici accorsi nel secolo precedente, provvidero a riformare la struttura amministrativa dello Stato con la creazione di nuove istituzioni quali le province, compresa la riorganizzazione delle relative ripartizioni.

Per quanto attiene a Galeria i primi censimenti dello Stato Pontificio rilevarono un consistente calo di presenze umane: da 246 abitanti censiti nel 1701 si giunse ai 90 del 1782.10

I luoghi di culto a Galeria

Fino al XVIII secolo è testimoniata la presenza di diversi luoghi di culto a Galeria. Quello più importante era sicuramente l’antica chiesa arcipretale di San Nicola, dotata di battistero e sagrestia, con annesso cimitero. Gestita da un Cappellano per le necessità religiose della popolazione (circa 150 persone), godeva di un appannaggio di 100 scudi annui.

Da essa dipendevano:

  • la chiesa di s. Andrea Apostolo, situata all’interno del castello;
  • la chiesa di san Marco Evangelista, posta fuori dall’abitato, in origine dedicata ai santi Filippo e Giacomo;
  • la chiesa di Santa Maria degli Angeli, o forse della Valle, situata al di là del fiume Arrone;
  • la chiesa di San Sebastiano, poco distante dal castello;
  • la chiesa di Santa Maria di Celsano, in origine ceduta con Bolla di papa Benedetto IV al vescovo di Porto, Benedetto, nel 1013 circa;
  • la chiesa dedicata all’Immacolata Concezione situata in località Casaccia, oggi sparita.

L'abbandono della città

Nel 1801 venivano soppresse le tassazioni dei sali e dei focatici, ma il declino irreversibile per Galeria avverrà nel 1809, anno in cui non risulta registrato alcun abitante.

Per tale motivo le autorità religiose del tempo autorizzarono il trasferimento della parrocchia di san Nicola presso la chiesa di S.Maria di Celsano, l’attuale chiesa di Santa Maria di Galeria.

Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera Galeria, foto di Roberto Maldera

1. «Un cippo funerario romano, trafugato pochi anni fa dai ruderi della chiesa di San Nicola, faceva riferimento alla famiglia dei “Tarconti”, nome di chiara origine etrusca, a documentare la sopravvivenza anche in epoca romana di nuclei di abitanti originari.», da http://romanatura.roma.it/parchi-e-riserve/galeria-antica/ visto il 21 luglio 2012.

2. «Galeria iuniorum, quae sorta prerogativa erat», Tito Livio 2007, libro XXVII, p. 800.

3. Il Liber Pontificalis o Libro dei Papi contiene brevi voci biografiche sui papi a partire da San Pietro fino al XV secolo. La prima edizione critica completa fu pubblicata da Louis Duchesne nel 1886.

4. Conti 1980, p. 166.

5. Gregorovius 1872-1876, vol. 4 (1873) pag. 23.

6. Galeria, la Pompei dei rovi, in www.ansa.it.

7. Spreti 1928-1936.

8. Turano 1991.

9. Tomassetti 1910-1926, vol. III pag. 36.

10. Conti 1980, pag. 168.

2 marzo 2013 (ultima revisione: 2 marzo 2013).